Investire in start up innovative: come ottenere la detrazione IRPEF del 65% (e cosa fare entro domani)

Fabio Pratesi, Dottore Commercialista


Introduzione

Hai investito nel capitale di una start up innovativa nel primo semestre del 2025? C’è una detrazione IRPEF del 65% a cui potresti avere diritto — ma per chi non ha ancora presentato l’istanza, il tempo è quasi scaduto: la scadenza è fissata al 31 maggio 2026. In questo articolo spieghiamo come funziona l’agevolazione, chi può accedervi e quali sono i passaggi operativi da seguire.


Cos’è e come funziona la detrazione per investimenti in start up innovative

L’agevolazione è disciplinata dall’art. 29-bis del D.L. 179/2012, introdotto dall’art. 38 comma 7 del D.L. 34/2020 e da ultimo modificato dall’art. 31 comma 2 della L. 193/2024. Le disposizioni attuative sono contenute nel D.M. 28 dicembre 2020.

Il meccanismo è semplice: chi investe nel capitale sociale di una o più start up innovative può detrarre dall’IRPEF il 65% della somma investita, su un investimento massimo annuale di 100.000 euro. L’agevolazione opera nei limiti del regime de minimis, il che significa che l’importo complessivo degli aiuti ricevuti dalla start up beneficiaria non può superare 300.000 euro nell’arco di tre anni, soglia fissata dal Regolamento UE n. 2831/2023.

La detrazione, originariamente prevista al 50%, è stata elevata al 65% a partire dal 2025 per effetto della L. 193/2024. Si applica tuttavia esclusivamente alle start up innovative entro il terzo anno di iscrizione nella sezione speciale del Registro delle imprese.

La procedura ordinaria prevede che la start up beneficiaria — non l’investitore — presenti un’istanza telematica ex ante (cioè prima dell’effettuazione dell’investimento) sulla piattaforma PA Digitale di Invitalia (https://padigitale.invitalia.it), ai sensi dell’art. 5 comma 1 del D.M. 28 dicembre 2020. Il MIMIT verifica tramite il Registro nazionale aiuti di Stato (RNA) il rispetto del massimale de minimis e notifica l’esito sia alla start up che all’investitore, comunicandolo anche all’Agenzia delle Entrate.


Quando conviene e perché: il caso degli investimenti del primo semestre 2025

Per chi ha già effettuato l’investimento tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2025 senza presentare l’istanza preventiva, l’art. 25 comma 5-quater del D.L. 19/2026 convertito ha introdotto una deroga importante: l’istanza può essere presentata ex post, ma entro e non oltre il 31 maggio 2026.

È una finestra straordinaria che consente di recuperare un’agevolazione potenzialmente molto significativa.

Esempio numerico. Un socio persona fisica investe 80.000 euro nel capitale di una start up innovativa iscritta da due anni nella sezione speciale del Registro delle imprese. La detrazione IRPEF spettante è pari a 52.000 euro (65% × 80.000). Se l’IRPEF lorda del contribuente è, ad esempio, 60.000 euro, la detrazione viene quasi interamente assorbita. L’eventuale eccedenza per incapienza può generare un credito d’imposta, da indicare nel modello REDDITI PF 2026 secondo le specifiche istruzioni.


Attenzione a questi aspetti

L’agevolazione non è automatica e presenta alcuni limiti che è indispensabile verificare prima di procedere.

Partecipazione qualificata. Il diritto alla detrazione è escluso se l’investimento determina una partecipazione superiore al 25% del capitale sociale o dei diritti di governance della start up.

Conflitto fornitore-investitore. La detrazione non spetta se l’investitore è anche fornitore di servizi alla start up — direttamente o tramite una società controllata o collegata — per un fatturato superiore al 25% dell’investimento agevolabile.

Chi presenta l’istanza. È la start up beneficiaria, non il singolo investitore, a dover presentare l’istanza sulla piattaforma Invitalia. Questo aspetto è spesso sottovalutato: l’inerzia della start up può precludere la detrazione all’investitore.

Esito dell’accertamento MIMIT. Se il MIMIT rileva il superamento del massimale de minimis, l’esito negativo è ostativo al riconoscimento dell’agevolazione. L’accertamento è effettuato tramite il RNA ed è vincolante.

Terzo anno di iscrizione. La start up deve essere iscritta nella sezione speciale del Registro delle imprese da non più di tre anni al momento dell’investimento. Superato questo termine, l’agevolazione non è più applicabile.


Conclusione

La detrazione IRPEF del 65% per investimenti in start up innovative è una delle agevolazioni più rilevanti per i contribuenti persone fisiche che guardano all’innovazione come leva anche fiscale. La deroga introdotta per il primo semestre 2025 — che consente la presentazione ex post dell’istanza entro il 31 maggio 2026 — è un’opportunità concreta, ma con una scadenza improrogabile. Chi non ha ancora verificato la propria posizione ha pochissime ore per farlo.


FAQ

Ho investito a marzo 2025 in una start up. Posso ancora recuperare la detrazione? Sì, a condizione che la start up presenti entro il 31 maggio 2026 l’istanza sulla piattaforma Invitalia, come previsto dall’art. 25 comma 5-quater del D.L. 19/2026 convertito. La detrazione IRPEF spettante sarà del 65% dell’importo investito, entro il limite di 100.000 euro annui e nei limiti del regime de minimis di 300.000 euro nel triennio.

La detrazione spetta anche se sono anche cliente o fornitore della start up? No, se il rapporto commerciale con la start up supera il 25% dell’investimento agevolabile, la detrazione non spetta. La norma mira a evitare che l’incentivo finanzi indirettamente rapporti commerciali già esistenti, anziché vero e proprio capitale di rischio.

Cosa succede se la mia IRPEF non è sufficiente ad assorbire tutta la detrazione? L’eccedenza non assorbita per incapienza può generare un credito d’imposta. Le modalità di calcolo e indicazione sono disciplinate nelle istruzioni al modello REDDITI PF 2026, a cui occorre fare riferimento per la corretta compilazione.