Quota Irap deducibile ai fini IRES

di Fabio Pratesi, Dottore Commercialista



Introduzione

L’IRAP è spesso vissuta dagli imprenditori come una tassa ingiusta, e in parte lo è: colpisce il valore della produzione indipendentemente dall’utile, e in molti casi si paga anche in perdita. Quello che però in pochi sfruttano appieno è il meccanismo che consente di dedurre una quota dell’IRAP versata dal reddito imponibile ai fini IRPEF e IRES. Non è un’agevolazione marginale: su aziende con costi del personale significativi, l’importo recuperabile può essere rilevante. Eppure il calcolo viene spesso trascurato o eseguito in modo approssimativo, lasciando soldi sul tavolo.


Cos’è e come funziona la deduzione

L’art. 2 del D.L. 201/2011 (convertito con L. 214/2011) ha introdotto la possibilità di dedurre dal reddito d’impresa o di lavoro autonomo — ai fini IRPEF e IRES — una quota dell’IRAP versata. Le istruzioni operative sono state chiarite dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 8/E del 3 aprile 2013.

La deduzione si articola su due componenti distinte:

1. Quota riferita alle spese per il personale È la componente principale. Si calcola applicando all’IRAP versata la percentuale di incidenza del costo del lavoro sulla base imponibile IRAP. Le spese del personale da considerare — al netto delle deduzioni IRAP spettanti — includono retribuzioni, oneri sociali, quote TFR, contributi assistenziali e previdenziali, ma anche i compensi agli amministratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.), le relative quote INPS e le indennità di fine mandato.

2. Quota riferita agli oneri finanziari È stabilita forfetariamente dalla norma nella misura del 10% dell’IRAP versata nell’anno di riferimento.

Le due deduzioni possono coesistere, ma la loro somma complessiva non può superare l’IRAP effettivamente dovuta per il periodo.

Attenzione al criterio di cassa. I versamenti IRAP da prendere in considerazione non sono quelli di competenza dell’anno, ma quelli effettivamente pagati nel corso dell’anno. Ciò significa che, per l’anno X1, si considerano: il saldo IRAP relativo all’anno X0 (versato a giugno/luglio X1) e gli acconti relativi all’anno X1 (versati a giugno/luglio e novembre X1), questi ultimi nel limite dell’IRAP dovuta per X1. Se il saldo X1 è a credito, riduce gli acconti già versati; se è a debito, non rileva perché verrà pagato nell’anno X2. Possono essere inclusi anche versamenti IRAP relativi ad anni precedenti effettuati nell’anno in corso, ad esempio a seguito di ravvedimento operoso o di accertamento definito.


Quando conviene e perché: esempio numerico

Il meccanismo diventa molto concreto con un esempio pratico. Consideriamo una società di capitali con i seguenti dati:

Anno X0Anno X1
Base imponibile IRAP145.000 €160.000 €
Costo del lavoro lordo60.000 €75.000 €
Deduzioni IRAP spettanti25.000 €30.000 €
Oneri finanziari netti9.000 €10.000 €
IRAP dovuta (aliquota 3,9%)5.655 €6.240 €
Acconto IRAP versato4.000 €6.500 €
Saldo IRAP (versato nell’anno successivo)1.655 €

Per il calcolo della deduzione spettante nell’anno X1, l’IRAP versata in quell’anno è composta da: saldo X0 pari a 1.655 € e acconti X1 pari a 6.240 € (l’acconto versato di 6.500 € va ricondotto al limite dell’IRAP dovuta per X1, cioè 6.240 €).

Le percentuali di incidenza del costo del personale sulla base imponibile IRAP risultano:

  • Anno X0: (60.000 – 25.000) / 145.000 = 24,13%
  • Anno X1: (75.000 – 30.000) / 160.000 = 28,12%

Le deduzioni spettanti nell’anno X1 sono quindi:

Deduzione analitica per il personale:

  • Saldo X0 × incidenza X0 = 1.655 × 24,13% = 399,35 €
  • Acconti X1 × incidenza X1 = 6.240 × 28,12% = 1.754,68 €
  • Totale: 2.154,03 €

Deduzione per oneri finanziari:

  • (1.655 + 6.240) × 10% = 789,50 €

Totale complessivo deducibile: 2.943,53 €

Si tratta di una variazione in diminuzione che, per una società soggetta a IRES al 24%, genera un risparmio fiscale diretto di circa 707 € — non trascurabile, soprattutto su scala pluriennale e con volumi di personale più elevati.


Attenzione a questi aspetti

Il calcolo va rifatto ogni anno. Non esiste un importo fisso: la deduzione dipende dai versamenti effettuati per cassa, dalle percentuali di incidenza del personale di ciascun anno e dall’IRAP effettivamente dovuta. Un errore nel calcolo degli acconti considerabili — ad esempio includere l’intero acconto versato senza ricondurlo al limite dell’IRAP dovuta — porta a deduzioni errate e potenzialmente contestabili.

La deduzione è condizionata all’esistenza delle componenti. Se nell’anno non ci sono spese per il personale imponibili ai fini IRAP, la deduzione analitica non spetta. Lo stesso vale per gli oneri finanziari: la quota del 10% è forfetaria, ma presuppone l’esistenza di oneri finanziari nella base imponibile IRAP.

Il tetto del 100% sull’incidenza del personale. Se le spese del personale nette superano la base imponibile IRAP, la percentuale di incidenza si considera pari al 100% — non può andare oltre. Questo limite va verificato esplicitamente.

L’indicazione nel modello Redditi è obbligatoria e specifica. Gli importi deducibili vanno indicati come variazioni in diminuzione nel modello REDDITI SC (o SP o persone fisiche), in particolare: a rigo RF55 cod. 12 per gli oneri finanziari e cod. 33 per le spese del personale (per le società in contabilità ordinaria); a rigo RG22 cod. 14 e 15 per i soggetti in contabilità semplificata; a rigo RE19 col. 1 e 2 per i professionisti. Un’errata compilazione del modello può rendere la deduzione inefficace o esposta a contestazione in sede di controllo automatico.


Conclusione

La deduzione dell’IRAP dal reddito imponibile è un’opportunità concreta che richiede un calcolo preciso e aggiornato anno per anno. Nei casi più strutturati — aziende con organici rilevanti o con oneri finanziari significativi — l’impatto economico è tutt’altro che marginale.


FAQ

Posso dedurre l’IRAP anche se la mia azienda ha chiuso l’anno in perdita? Sì, la deduzione non è condizionata al risultato economico dell’esercizio, ma all’effettivo versamento dell’IRAP e alla presenza di spese del personale o oneri finanziari nella base imponibile. Se l’IRAP è stata versata — anche in perdita civilistica — la quota deducibile va comunque calcolata e indicata in dichiarazione. Eventuali perdite fiscali generate o incrementate da questa variazione potranno essere riportate negli anni successivi secondo le regole ordinarie.

Le spese dei collaboratori e degli amministratori rientrano nel calcolo del costo del personale? Sì, ma solo per specifiche categorie. I compensi agli amministratori con contratto co.co.co., i relativi contributi INPS e la quota di trattamento di fine mandato (TFM) vengono inclusi nelle spese del personale rilevanti ai fini del calcolo. I compensi agli amministratori con partita IVA, invece, non rientrano in questa categoria e seguono regole diverse.

Se ho dimenticato di applicare questa deduzione negli anni scorsi, posso recuperarla? In linea di principio sì, attraverso la presentazione di una dichiarazione integrativa a favore del contribuente, possibile entro il termine di decadenza dell’accertamento relativo al periodo d’imposta interessato (art. 2, co. 8-bis, del D.P.R. 322/1998). Trattandosi di un’operazione che interviene su dichiarazioni già presentate, è però indispensabile una verifica caso per caso della correttezza del calcolo originario e della documentazione a supporto.

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