Fabio Pratesi, Dottore Commercialista
Sempre più imprenditori scelgono di detenere le proprie partecipazioni attraverso una holding, spesso costituita tramite un conferimento in neutralità fiscale. È una struttura solida, prevista e incentivata dal nostro ordinamento. Negli ultimi mesi, tuttavia, si sta diffondendo un orientamento nella prassi accertativa che guarda con sospetto crescente alle holding “statiche” — quelle che si limitano a incassare i dividendi dalla società operativa senza reinvestirli. Capire dove passa il confine tra legittima pianificazione e potenziale abuso del diritto è oggi più che mai necessario.
Cos’è e come funziona
Una holding si definisce “statica” quando il suo unico scopo è detenere una partecipazione, senza svolgere attività di direzione, coordinamento o sviluppo di nuovi investimenti. Quando la società operativa distribuisce utili alla holding, questi beneficiano del regime di participation exemption previsto dall’art. 89 del TUIR: concorrono alla formazione del reddito imponibile della holding solo nella misura del 5%, con un prelievo IRES effettivo pari a circa l’1,2% (contro la ritenuta del 26% che sconterebbe direttamente il socio persona fisica).
Il tema controverso riguarda cosa succede se la holding, dopo aver incassato questi utili, decide di non ridistribuirli ulteriormente ai soci persone fisiche, trattenendoli al proprio interno per un periodo prolungato. Alcuni atti di accertamento recenti hanno sostenuto che questo comportamento configuri un abuso del diritto ai sensi dell’art. 10-bis della L. 212/2000 (lo Statuto del contribuente), qualificandolo come un differimento “sine die” della tassazione IRPEF che sarebbe dovuta in capo al socio.
Il riferimento normativo centrale è l’Atto di indirizzo del MEF del 27 febbraio 2025 in tema di abuso del diritto, che ha chiarito come tra i vantaggi fiscali rilevanti possano rientrare anche i “differimenti di imposizione” — cioè le situazioni in cui il contribuente ottiene un vantaggio finanziario attraverso un rinvio della tassazione “sine die o significativamente posticipato, dunque non meramente temporaneo”. È proprio su questa formula che si concentra il dibattito attuale.
Quando conviene e perché
Va detto con chiarezza: la holding statica non è di per sé una struttura abusiva. È uno strumento espressamente contemplato dall’ordinamento, tanto che il legislatore ne incentiva l’utilizzo attraverso istituti come il conferimento a realizzo controllato di cui all’art. 177, commi 2 e 2-bis, del TUIR, proprio per favorire la razionalizzazione degli investimenti e mantenere i capitali nel regime d’impresa.
È del tutto fisiologico, quindi, che una holding trattenga risorse al proprio interno per un certo periodo, in attesa di individuare l’investimento più coerente con le proprie strategie. Le attività di verifica attualmente in corso, secondo quanto emerge dalla prassi più recente, si concentrano in particolare sui casi in cui la holding impiega la liquidità ricevuta in strumenti finanziari o assicurativi che il socio persona fisica avrebbe potuto sottoscrivere direttamente — titoli di Stato, obbligazioni, fondi comuni, polizze. In questi casi, secondo i verificatori, la holding si ridurrebbe a un mero schermo, con conseguente contestazione delle omesse ritenute ai sensi dell’art. 27 del D.P.R. 600/73 in capo alla società che ha erogato i dividendi.
Un imprenditore che sta valutando di costituire una holding, o che ne ha già una operativa da tempo, deve quindi ragionare non solo sulla legittimità della struttura in sé, ma sul modo in cui la liquidità accumulata viene gestita nel tempo.
Attenzione a questi aspetti
Il punto più delicato riguarda proprio l’orizzonte temporale. Secondo un orientamento consolidato in dottrina, non è logicamente sostenibile ravvisare un rinvio “sine die” della tassazione con riferimento a dividendi percepiti dalla holding in anni molto recenti o in corso: per definizione, non è ancora trascorso alcun periodo che consenta di apprezzare un differimento significativamente posticipato. Le contestazioni più aggressive, tuttavia, non sempre tengono conto di questa distinzione temporale.
Va inoltre segnalato che, in nessuna ricostruzione — nemmeno nelle più estreme — si è mai giunti a sostenere l’esistenza di un obbligo di immediata ridistribuzione degli utili al socio persona fisica. Un simile obbligo non trova fondamento in alcuna norma del nostro ordinamento, e la sua affermazione in sede di accertamento rappresenterebbe un’estensione dei principi vigenti non priva di criticità.
Conclusione
Il tema della holding statica e del trattenimento dei dividendi è oggi al centro di un confronto acceso tra prassi accertativa e posizioni dottrinarie consolidate. La struttura in sé resta pienamente legittima; le criticità emergono soprattutto in relazione alle modalità di impiego della liquidità e all’assenza di finalità extrafiscali esplicitate. Nei prossimi contributi approfondiremo sia gli argomenti a difesa della legittimità del differimento, sia le misure pratiche di tutela in sede di costituzione e gestione della holding.
FAQ
La mia holding rischia una contestazione solo perché trattiene i dividendi senza distribuirli?
No, il mero trattenimento non è di per sé sufficiente a configurare un abuso del diritto. Diventa un elemento di attenzione quando si protrae per orizzonti di medio-lungo periodo e non è accompagnato da alcuna finalità economica riconoscibile, oppure quando la liquidità viene investita in strumenti che il socio avrebbe potuto sottoscrivere direttamente.
Cosa si intende esattamente per differimento “sine die” della tassazione?
È un rinvio della tassazione non meramente temporaneo, ma prolungato e privo di un termine prevedibile. Il concetto è stato introdotto dall’Atto di indirizzo MEF del 27 febbraio 2025 come possibile presupposto di un vantaggio fiscale rilevante ai fini dell’abuso del diritto ex art. 10-bis della L. 212/2000.
Se ho appena trasferito la partecipazione alla holding, sono già a rischio?
Difficilmente. Rispetto a dividendi percepiti in anni recenti o nell’annualità in corso, non è ancora decorso un orizzonte temporale sufficiente per configurare un differimento significativo. Il rischio aumenta con il protrarsi nel tempo del trattenimento, in assenza di attività o finalità riconoscibili.
Hai una holding statica e ti stai chiedendo se la gestione della liquidità accumulata è impostata correttamente? È un aspetto che vale la pena verificare prima che lo faccia qualcun altro. Parliamone.
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