di Fabio Pratesi, Dottore Commercialista
Il 2 novembre 2026 è scaduto il termine per l’invio dei Modelli Redditi PF, SP e SC per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare (il 31 ottobre cadeva di sabato). Può capitare che una dichiarazione non sia partita, oppure che sia stata trasmessa con un errore scoperto solo dopo. Non è una situazione irrimediabile, ma il costo della regolarizzazione dipende da quando si interviene.
Cos’è e come funziona
Gli strumenti sono tre: la dichiarazione tardiva, la dichiarazione integrativa e il ravvedimento operoso.
Dichiarazione tardiva. Ai sensi dell’art. 2, comma 7, D.P.R. 322/1998, la dichiarazione presentata con un ritardo non superiore a 90 giorni è valida. Contando dal 2 novembre, il novantesimo giorno cade domenica 31 gennaio 2027, quindi il termine slitta a lunedì 1° febbraio 2027. La sanzione è di 250 euro (art. 1, comma 1, D.Lgs. 471/1997). Con il ravvedimento operoso si riduce a un decimo, cioè 25 euro (art. 13, comma 1, lett. c, D.Lgs. 472/1997).
Dichiarazione omessa. Oltre i 90 giorni la dichiarazione si considera omessa, pur restando titolo per la riscossione delle imposte indicate. Per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 la sanzione è pari al 120% delle imposte dovute, con un minimo di 250 euro. Se non sono dovute imposte, va da 250 a 1.000 euro, fino al doppio per chi è obbligato alla tenuta delle scritture contabili. Il ravvedimento non è ammesso (art. 13, comma 2-ter, D.Lgs. 472/1997). Resta però la riduzione al 75% delle imposte dovute, se la dichiarazione è presentata spontaneamente, entro i termini di accertamento e prima di qualunque attività di controllo (art. 1, comma 1-bis, D.Lgs. 471/1997).
Dichiarazione integrativa. Se la dichiarazione è stata inviata in tempo ma contiene errori, si corregge con una integrativa. Si può presentare entro i termini di decadenza dell’accertamento (art. 2, comma 8, D.P.R. 322/1998; art. 43, D.P.R. 600/1973). La sanzione dipende dalla natura dell’errore:
- se incide sull’imposta, l’infedele dichiarazione è punita con il 70% della maggiore imposta, con un minimo di 150 euro (art. 1, comma 2, D.Lgs. 471/1997);
- se l’integrativa è presentata entro i termini di accertamento e prima di accessi, ispezioni e verifiche, la sanzione scende al 50% della maggiore imposta, con un minimo di 150 euro (art. 1, comma 2-bis, D.Lgs. 471/1997);
- se l’errore è formale e non incide sull’imposta, la sanzione va da 250 a 2.000 euro (art. 8, comma 1, D.Lgs. 471/1997).
Su queste sanzioni operano le riduzioni dell’art. 13, comma 1, D.Lgs. 472/1997:
- 1/9 entro 90 giorni dal termine di presentazione;
- 1/8 entro il termine della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione;
- 1/7 entro il termine della dichiarazione dell’anno successivo;
- 1/6 oltre tale termine.
Un’integrativa a sfavore del Modello Redditi 2026 trasmessa entro il 1° febbraio 2027 rientra quindi nella riduzione a 1/9.
Quando conviene e perché
Regolarizzare presto è quasi sempre la scelta più economica, perché le riduzioni sono tanto più forti quanto più si è vicini alla scadenza. Un esempio: una persona fisica trasmette il Modello Redditi PF il 15 dicembre 2026 e non ha versato un saldo IRPEF di 5.000 euro, scaduto il 30 giugno 2026. Il ravvedimento comprende:
- 25 euro per la tardiva presentazione (250 euro × 1/10);
- 5.000 euro di imposta;
- 156,25 euro di sanzione per omesso versamento (25% × 1/8 = 3,125% di 5.000 euro);
- gli interessi legali dal 1° luglio 2026 al giorno del versamento.
Senza regolarizzazione spontanea, la sanzione per omesso versamento sarebbe del 25% (1.250 euro), a cui si aggiungerebbe quella per la dichiarazione omessa.
Anche per l’integrativa a favore il tempismo conta, ma sull’utilizzo del credito. Se è presentata entro il termine della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo (integrativa “annuale”), il maggior credito è compensabile dal giorno dopo la presentazione. Se è presentata oltre tale termine (integrativa “ultrannuale”), il credito è compensabile solo dal periodo d’imposta successivo e va indicato nel quadro DI. Un’integrativa a favore del Modello Redditi 2025, se trasmessa nel 2026 dopo il 2 novembre, è dunque ultrannuale. Il credito sarà compensabile dal 1° gennaio 2027. In alternativa resta la richiesta di rimborso.
Attenzione a questi aspetti
- Imposta dichiarata ma non versata. Non serve l’integrativa: basta ravvedere il versamento, con imposta, interessi legali e sanzione ridotta.
- Oltre i 90 giorni non c’è ravvedimento. Il 1° febbraio 2027 è un confine netto: superato, la dichiarazione è omessa e la sanzione parte dal 120% (art. 13, comma 2-ter, D.Lgs. 472/1997).
- Non ogni errore è uguale. Distinguere tra errore che incide sull’imposta ed errore formale cambia la sanzione di partenza, quindi va fatta un’analisi preliminare.
- L’integrativa agevolata richiede tempismo. La sanzione al 50% presuppone che l’integrativa arrivi prima di accessi, ispezioni e verifiche.
- Cambio di numerazione normativa. Dal 1° gennaio 2027 si applicherà il Testo unico delle sanzioni tributarie (D.Lgs. 173/2024). I principi restano, ma i riferimenti cambieranno.
Conclusione
Una dichiarazione omessa o errata si può sanare, ma le regole cambiano molto con il passare del tempo. Entro il 1° febbraio 2027 la tardiva costa 25 euro con il ravvedimento, mentre oltre tale data si passa alla dichiarazione omessa, senza ravvedimento. Per le integrative contano la natura dell’errore e il momento della presentazione, sia per la sanzione sia, nel caso di credito, per la possibilità di compensarlo.
FAQ
Ho inviato la dichiarazione il 10 gennaio 2027: pago 250 euro?
No, se ravvedi. Entro il 1° febbraio 2027 la sanzione è di 250 euro, ridotta a un decimo (25 euro) con il ravvedimento (art. 13, comma 1, lett. c, D.Lgs. 472/1997). Se non hai versato saldo e acconti, vanno regolarizzati anche questi, con interessi legali e sanzione ridotta.
Ho scoperto di aver dedotto un costo che non era deducibile: come correggo?
Con una dichiarazione integrativa a sfavore, presentabile entro i termini di accertamento (art. 43, D.P.R. 600/1973). La sanzione parte dal 70% della maggiore imposta, o dal 50% se l’integrativa precede accessi, ispezioni e verifiche. Va poi ridotta con il ravvedimento, a 1/9 se la presenti entro 90 giorni dal termine.
Se correggo a mio favore, posso usare subito il credito?
Dipende dal momento. Se l’integrativa è presentata entro il termine della dichiarazione dell’anno successivo, il credito è compensabile dal giorno dopo. Se è presentata oltre quel termine, lo è solo dal periodo d’imposta successivo, con indicazione nel quadro DI. Puoi sempre chiedere il rimborso.
Hai trasmesso una dichiarazione con un errore, o non l’hai ancora inviata, e non sai quale strada costa meno? Il tempo, in questi casi, è la variabile che pesa di più. Parliamone.
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